Atlantis 4/2018

Atlantis 4/2018 - ATLANTIS

 

Il QUARTO numero di Atlantis del 2018 (INVERNO), dedica il Dossier al '688 con tutta la portata giuridica che storicamente ha comportato. Nel prossimo numero il primo del 2019 continuerà l'appuntamento con i grandi eventi storici degli anni terminanti in nove.

Prosegue in questo numero, la rubrica su Mondo e Malattie con la MERS .

ll Focus paese, a firma Domenico Letizia, è dedicato alla Modavia.

Questo quarto numero del 2019 è dedicato, inoltre, come ogni anno, al convegno Sport e Cultura.

Prosegue anche in questo numero la collaborazione permanente con la testata Report Difesa diretta dal collega Luca Tatarelli. Ai temi delle relezioni internazionali, del commercio estero, dei diritti umani e della geopolitica aggiungerà temi importanti nell'ambito degli affari internazionali quali la difesa e la sicurezza. 

 

Essere o sopravvivere? Il dilemma italiano

Essere o sopravvivere? Il dilemma italiano - ATLANTIS

Editoriale 

Essere o sopravvivere? 

Il dilemma italiano

 

Si è chiuso un anno il 2018 connotato politicamente da numerosi colpi di scena e se ne sta aprendo un altro il 2019 che si presenta come deciso per le scelte del nostro Paese.

Parafrasando il bel libro di Richard Haass “A World in Disarray”, è chiaro che il subbuglio mondiale ha coinvolto l’Itala. 

Ai tradizionali problemi degli ultimi decenni: la flessibilità del lavoro, il peso dello Stato e del fisco, il fardello del debito pubblico e quindi le condizioni di sostenibilità dello Stato debitore, la criticità del sistema formativo, i rapporti tra politica e magistratura, l’inefficienza della giustizia, il nodo del rapporto tra immigrazione, demografia, diseguaglianza sociale e cittadinanza e l’abbassamento del livello del personale politico si aggiunge la ventata della crisi politica occidentale che impone alleanze internazionali precise, magari finalmente scelte e non imposte.

Per dirla con Tim Marshall autore di “Prisoners of Geography”, (balzanamente) tradotto in italiano in “Le 10 mappe che spiegano il mondo”, da un punto di vista geopolitico, l’Italia come la Germania è una potenza «di mezzo». Non è al centro della massa continentale europea come la prima, ma la Penisola costituisce pur sempre il prolungamento centrale della massa suddetta nel centro di un mare decisivo come il Mediterraneo. Anche l’Italia, quindi, ha sempre avuto il problema di doversela vedere contemporaneamente con il suo Oriente e con il suo Occidente dal momento che su entrambi i versanti, tra l’altro, il suo confine presentava una forte penetrabilità/porosità, sebbene di natura diversa.

Di qui la naturale predisposizione alla duplicità del nostro stare in Europa, che specie a occhi altrui si è perlopiù presentata come doppiezza sottolineata anche da Sergio Romano nel suo libro “Guida alla Politica Estera Italiana”. Durante la cosiddetta Prima Repubblica, Democrazia cristiana e Partito comunista hanno rappresentato quasi simbolicamente la duplicità geopolitica del Paese. Sta di fatto che pur legata con ferreo vincolo agli Stati Uniti e totalmente impegnata dalla parte dell’Occidente nella Guerra Fredda, tuttavia l’Italia non cessò mai di tentare di attenuare il vincolo di cui sopra (politica petrolifera e in genere verso il Medio Oriente e il cosiddetto Terzo Mondo o alla costruzione di fabbriche automobilistiche in Unione Sovietica). Gli Stati Uniti impegnati da tempo in una ridefinizione dei loro impegni sembrano allentare il vincolo di alleati obbligati mentre la Russia di Putin, pronta a stringere spregiudicatamente con chiunque i rapporti più compromettenti in funzione antiamericana e anti-Ue. E’ questo il quadro geopolitico nel quale Ernesto Galli della Loggia vede un’unica via d’uscita per l’Italia dopo anni di “politica dei due forni”: un ruolo forte nell’ambito europeo. Lasciando da parte l’insofferenza psicologica verso la predominanza della Germania, la strada giusta se non obbligata, è ricoprire un ruolo attivo a Bruxelles e Strasburgo, magari riscoprendo una vocazione federalista che poteva sembrare un’utopia e che oggi, anno elettivo europeo, potrebbe dare un senso strategico alla nostra “nuova” politica estera. 

 

 

Focus Paese: Repubblica di Moldova

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Repubblica di Moldova: Autentica Scoperta

 Domenico Letizia

La Repubblica di Moldova diviene sempre più apprezzata tra quei paesi che suscitano interesse in Italia. La nascita di tale curiosità la si deve all’azione della diplomazia sulla nostra penisola e il lavoro sul territorio nazionale della Camera di Commercio Italo Moldava. Nel mese del settembre 2004 venne sottoscritto a Chisinau tra Unioncamere, rappresentata dall’Avv. Pietro Baccarini, e la Camera di Commercio della Repubblica di Moldova, rappresentata dal Presidente Gheorghe Cucu, un Protocollo di Intesa che prevedeva la creazione di una Camera mista Italo-Moldava. A seguito di tale accordo, nel marzo 2005, venne costituita l’Associazione per il Commercio Italo-Moldavo. Nell’aprile 2008 l’ACIM ha ottenuto il riconoscimento ufficiale da parte del Governo Italiano come Camera di Commercio Italo-Moldava, riconoscimento che ha suggellato l’impegno profuso per la promozione e lo sviluppo dei rapporti di collaborazione tra i due Paesi. Nel luglio 2010 la Camera di Commercio Italo-Moldava, ACIM ha ottenuto la Registrazione ufficiale in Moldova della propria Sede di Rappresentanza, di cui è responsabile Eleonora Pripa. Attualmente il Presidente della Camera di Commercio Italo-Moldava è Sergio Capatti, il vice presidente è Pasquale Di Gregorio e il Segretario Generale è Eleonora Pripa. Numerosi sono le sedi della Camera di Commercio di Moldova in Italia, come Genova, Ravenna, Treviso, Bologna, Firenze, Roma, Ascoli Piceno e l’importante sede pugliese, ubicata a Barletta.  

 

La Repubblica di Moldova e il Sud Italia

Il particolare legame che sussiste tra alcuni imprenditori del meridione italiano e la Repubblica di Moldova lo si deve ad una serie di eventi e proposte sviluppatesi tra la Puglia e la Campania, grazie all’azione del Point di Barletta, gestito dalla figura di Luigi Caruso, imprenditore e Amministratore della Mya Service Srl, azienda specializzata nella consulenza assicurativa per il trasporto nazionale e internazionale su gomma, nonché esperto di Moldova dove ha svolto tantissime missioni commerciali e diplomatiche. Per comprendere a fondo l’importanza del Point meridionale della Camera di Commercio rimembriamo quanto accaduto nel giugno del 2017 presso il Castello di Barletta, in Puglia, ove si svolse l’importantissimo evento “La Repubblica di Moldova incontra la Puglia”, in occasione dell’apertura al pubblico del Point della Camera di Commercio Italo Moldava per il Sud Italia. Importante iniziativa quella tenutasi in terra pugliese con la presenza dell’Ambasciatrice di Moldova in Italia Stela Stingaci, del Console Onorario della Repubblica di Moldova in Puglia Domenico De Candia, il Console Onorario della Repubblica di Moldova per la circoscrizione Marche Abruzzo Roberto Galanti, il vice presidente della Camera di Commercio Italo Moldova Pasquale Di Gregorio e con il protagonismo del referente pugliese Luigi Caruso. Il 2017 è stato un anno eccezionale per i rapporti diplomatici tra Italia e Moldova: si festeggiarono i 25 anni di relazioni diplomatiche tra i due paesi, inquadrando un bilancio dei rapporti. A partire dal potenziale offerto dalla crescente integrazione tra cittadini italiani e della Moldova e dal lavoro di Caruso nella promozione della Moldova tra gli imprenditori meridionali, l’Ambasciata di Moldova in Italia intende lavorare per favorire un’ulteriore intensificazione dei rapporti tra i due Paesi. In una recente intervista, l’Ambasciatrice Stela Stingaci dichiarò: “Penso che la voce degli italiani in Moldova sia molto importante. Per questo motivo ho deciso di organizzare incontri periodici con la collettivitа italiana che se da un lato ci permetteranno di discutere eventuali problematiche di interesse generale, spero possano anche rappresentare un’occasione di scambio e di dialogo su nuove iniziative per rafforzare l’amicizia italo-moldava”.  Il protagonismo e le attività del Point di Barletta ebbero ulteriore conferma nel settembre 2017, presso il Padiglione di Unioncamere, alla Fiera del Levante, dove fu sottoscritto un Protocollo d’intesa tra la Camera di Commercio di Bari e la Camera di Commercio Italo-Moldava, finalizzato a promuovere rapporti commerciali tra le aziende del territorio pugliese e quelle della Repubblica di Moldova. Il protocollo fu firmato alla presenza dell’Ambasciatore della Repubblica di Moldova in Italia Stela Stingaci, dal Presidente della CCIAA di Bari Alessandro Ambrosi e i responsabili della Camera di Commercio Italo Moldova, nella figura del vicepresidente Pasquale Di Gregorio e Luigi Caruso.  In occasione di tale lavori, numerose furono le imprese che iniziarono a guardare con interesse la Repubblica di Moldova. Qualche mese dopo, dal 20 al 26 novembre, il protagonismo della Camera di Commercio e del Point di Barletta viene riconosciuto in Moldova, in occasione della seconda edizione della “Settimana della Cucina Italiana nel Mondo – The Extraordinary Italian Taste”. La tradizione, l’eccellenza e il vero gusto italiano furono celebrati in Moldova. Protagonisti furono i prodotti pugliesi, in particolare vino e taralli, grazie all’organizzazione delle aziende promossa da Luigi Caruso. Con l’avvicinarsi del 2019 si sta lavorando alla promozione di alcune importanti realtà imprenditoriali pugliesi in Moldova. Inizia ad essere oggetto di attenzione regionale il lavoro svolto con l’azienda “I Bilanciai”, produttori di bilance a Barletta, che hanno avuto un riscontro positivo con la realtà della Moldova. Ulteriore opportunità sono in corso anche per un’azienda di trasporti e logistica, “Autotrasporti Adesso”, pronta ad avviare una collaborazione economica con alcuni importanti partener della repubblica dell’Europa Orientale. Altro esempio di eccellenza pugliese che sta sviluppando relazioni nella Repubblica di Moldova è la realtà imprenditoriale della “FUMEC”.  L’azienda vanta un’esperienza trentennale nel settore dell’alluminio, legno, PVC e blindati e grazie al sostegno del Point di Barletta, diretto da Luigi Caruso, l’azienda parteciperà, nel marzo 2019, ad una fiera di settore in Moldova. Un network imprenditoriale che in Puglia inizia ad avere forza consistente. Anche in Campania la Camera di Commercio ha rafforzato i rapporti con le imprese locali casertane e napoletane, sempre grazie al protagonismo del Point di Barletta. Tale coordinamento nasce nel luglio 2018, quando si svolse una giornata di approfondimento sulle opportunità per le imprese italiane e per la promozione del turismo in Moldova con la collaborazione del Point di Barletta della Camera di Commercio Italo Moldova, dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale (Irepi) e dello Studio Legale Cattolico, ubicato in provincia di Caserta. Occasione dell’evento fu la presentazione del volume “Moldova: Autentica Scoperta”, con prefazione di Alessandro Signorini, Console Onorario della Repubblica di Moldova in Toscana, e la partecipazione di Luigi Caruso, del Point della Camera di Commercio Italo Moldava di Puglia e l’Avvocato Maria Giovanna Rizzi. Durante la giornata di approfondimento si analizzò la Moldova dal punto di vista fiscale e burocratico focalizzando l’attenzione alle richieste delle imprese campane interessate al paese, con approfondimenti specifici per ciò che riguarda la promozione delle eccellenze della Moldova in Italia e per la valorizzazione delle eccellenze italiane in Moldova. Inoltre, furono descritte e illustrate alcune fiere, gli eventi e le iniziative messe in atto dalla Moldova per promuovere le imprese italiane interessate al paese. L’attenzione fu soffermata su alcune delle principali fiere in Moldova, in particolare nel settore immobiliare e in quello dell’agribusiness. Gli imprenditori del casertano si confrontarono con gli analisti e con i responsabili del Point di Barletta presenti all’evento. Successivamente ai lavori furono svolte alcune visite aziendali, grazie alla partecipazione di Luigi Caruso, e fu avanzata l’ipotesi di svolgere ulteriori incontri commerciali, a partire dal 2019, per le imprese interessate a promuovere, nella Repubblica di Moldova, prodotti tipici del territorio e i processi lavorativi legati alla tradizione della regione Campania. Importante resta il ruolo della Camera di Commercio Italo Moldova per i numerosi eventi svolti e per le innumerevoli visite di Luigi Caruso in strutture aziendali del meridione italiano. Grazie all’azione di questi ultimi mesi il meridione italiano è a conoscenza delle opportunità in Moldova, apprezzando la storia e la cultura del paese al confine tra Europa e Russia. D’altronde, anche con l’arrivo del nuovo anno, saranno numerosi gli eventi fieristici e gli incontri commerciali in Moldova e concreta è l’attenzione degli imprenditori meridionali al lavoro del Point di Barletta e della Camera di Commercio.  Nel corso del 2018, la Moldova si è proposta al mercato europeo e italiano come meta di turismo culturale, enogastronomico, turismo del vino e city break nella capitale Chisinau. Pur essendo un Paese estremamente interessante e ancora poco visitato dai turisti, è stata inclusa tra le prime 5 destinazioni turistiche emergenti del 2018, nella classifica di VoloGratis, presentata dal programma Kilimangiaro su Rai3. Numerosi i collegamenti aerei di Air Moldova, FlyOne e Wizz Air che connettono Milano, Bergamo, Torino, Verona, Venezia, Firenze, Bologna e Roma con la capitale Chişinau, una città effervescente e in piena espansione che offre strutture ricettive e congressuali con standard internazionali.

 

Perché la Repubblica di Moldova?

La Repubblica di Moldova nel suo passato ha sviluppato una storia ricca e piena di eventi drammatici. All’inizio del XIV secolo è parte integrante del Principato di Moldova, situato tra le montagne dei Carpazi orientali ed il fiume Nistru, confinante al nord con la città di Hotin e al Sud con il Basso Danubio e con il Mar Nero. A seguito della Dichiarazione di pace di Bucarest nel 1812 una parte di questo territorio, compreso tra il fiume Prut ed il fiume Nistru ripreso dalla Russia Zarista, fu nominato Bassarabia, utilizzando l’antica denominazione per la parte Sud del paese e perseguendo l’obiettivo per la promozione dell’idea che questo territorio fosse un’entità geografica separata dal Principato di Moldova. Nel gennaio del 1918 fu proclamata l’indipendenza della Repubblica Democratica di Moldova. Dal 27 marzo 1918 ne fu decisa la riunificazione con la Romania. Nel 1940, a seguito della firma del Patto Molotov-Ribbentrop, ebbe luogo un altro processo di riunificazione, così la zona Bassarabia fu annessa all’Unione delle Repubbliche Sovietiche Socialiste (URSS) e proclamata Repubblica Sovietica Socialista Moldava (RSSM), comprendente le nove regioni della Bassarabia e i sei distretti situati alla sinistra del fiume Nistru. L’attuale territorio della Repubblica di Moldova risulta essere inferiore rispetto a quello del periodo di sottomissione alle autorità russe nel 1812 in quanto le città Hotin del Nord, di Acherman e Ismail del Sud sono state cedute, nel 1940 dalle autorità sovietiche, all’Ucraina. Grazie al processo di ricostruzione, iniziato negli Stati dell’Europa Centrale e quelli dell’Est, il 23 giugno 1990 la Moldova proclama la sua indipendenza e la sua sovranità il 27 agosto 1991. Dal 2 marzo 1992 la Repubblica diventa membro dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) con la denominazione di Repubblica di Moldova. Oltre ad aver sottoscritto con la UE nel 2014 un Accordo di Associazione e di Libero Scambio (DCFTA), la Repubblica di Moldova ha accesso a un numero notevole di mercati quale membro dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, della Comunità degli Stati Indipendenti, con qualche eccezione e del CEFTA. Gli investitori possono investire in qualsiasi settore dell’attività imprenditoriale moldava, a condizione che siano rispettati gli interessi della sicurezza nazionale. Gli investimenti non sono soggetti a discriminazione in base a cittadinanza, domicilio, residenza, luogo di registrazione, stato di origine dell’investitore o di ogni altro motivo. L’unica limitazione riguarda l’acquisto di terreni agricoli. 

Le Zone Economiche Libere

Per gli investitori del settore industriale, la Repubblica di Moldova offre ottime condizioni nei Parchi Industriali e nelle Zone Economiche Libere con incentivi fiscali ed amministrativi, sostegno da parte del Governo e regimi di commercio libero per un mercato di 800 milioni di consumatori nell’UE e CSI. Nel 2017 le Zone Franche della Moldova hanno attirato investimenti per un valore vicino ai 60 milioni di dollari (+26,5 % rispetto al 2016). Secondo le informazioni fornite dal Ministero dell’Economia moldavo, dalla creazione delle zone franche (1996) il volume totale degli investimenti è stato di 305,3 milioni di dollari di cui oltre 150 milioni negli ultimi anni. Del volume totale degli investimenti 2017, il 36,4% è stato investito nella ZF “Balti”, il 23% nella ZF “Ungheni” e il 22,1% nella ZF “Expo-Business Chisinau”. Al 1 gennaio 2017, nelle sette Zone Franche erano registrati 181 residenti. 

 

Peso industriale e Tecnologia

Nel 2017 è cresciuto anche il peso dell’attività industriale che diventa ora il principale tipo di attività che supera il 75% del volume delle merci prodotte e dei servizi prestati nel 2017 (6 miliardi di lei moldavi), di cui l’81% delle merci destinato all’export. Nel 2017 sono stati registrati incrementi della produzione nelle seguenti industrie manifatturiere: lavorazione del legno, prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili), articoli in paglia e materiali da intreccio del 50,2%; prodotti tessili del 31,8%; produzione di mobili del 27,5%; carta e prodotti di carta del 21,7%; prodotti chimici del 17,2%; abbigliamento del 15,1%; calzature del 14,8%; strutture e prodotti metallici (esclusi macchinari ed attrezzature) del 3,9%. La Repubblica di Moldova offre vantaggi competitivi per attrarre investimenti esteri in questo settore: posizione geografica strategica, cultura linguistica, infrastruttura sviluppata delle comunicazioni elettroniche, condizioni vantaggiose di start-up, nonché una serie di agevolazioni fiscali, compresa una riduzione dei contributi sociali nel settore IT. Secondo i dati statistici, negli ultimi 10 anni i servizi di informazione e comunicazione hanno registrato un incremento del 35%, occupando attualmente oltre 22.000 persone, il cui stipendio è doppio rispetto allo stipendio medio in Moldova, e contribuendo per l’8% al PIL del Paese. Un ulteriore aspetto positivo è dato dalla facilità di esportazione dei servizi di questo genere. Secondo i dati del Ministero delle Tecnologie, Informazione e Comunicazione, il volume delle esportazioni di servizi IT e comunicazioni è aumentato del 10% negli ultimi sei anni. La produzione farmaceutica nazionale delle 10 aziende autorizzate alla produzione di medicinali ha registrato nel 2015 il 12,5% sul totale dei medicinali autorizzati in Moldova. Uno dei principali produttori di farmaci è la società “FARMACO”, azienda di proprietà a maggioranza statale. Oltre questa, nella Repubblica di Moldova ci sono oltre 20 aziende private nel settore farmaceutico. Tuttavia, il settore registra negli ultimi anni il calo di tutti gli indicatori: produzione, esportazione e, soprattutto, numero di persone occupate nella produzione di farmaci e prodotti farmaceutici. Oltre il 90% dei farmaci sono importati, alcuni dei quali restano inaccessibili alla maggior parte della popolazione. Attualmente, si importano medicine da oltre 60 paesi, anche se la Moldova ha un potenziale considerevole di ricercatori in questo settore e di materie prime locali necessarie per lo sviluppo di nuovi farmaci.

 

Quadro Macroeconomico

Le politiche commerciali promosse dalla Repubblica di Moldova sono per lo più orientate verso l’attrazione di investimenti nell’economia nazionale, per l’innovazione, il trasferimento di know-how e prodotti competitivi per mercati interni ed esteri, per creare efficienti tecniche e infrastrutture economiche al fine di massimizzare l’esistente potenziale economico. Grazie alla sua favorevole posizione geografica, la Moldova è una piattaforma per organizzazioni internazionali e multinazionali ed è diventata attraente per lo sviluppo del commercio tra i mercati occidentali e orientali. La Repubblica di Moldova è uno dei pochi paesi ad avere da una parte un regime economico preferenziale con l’Unione europea (DCFTA) e dall’altra un sistema di libero scambio con l’area ex-sovietica (Paesi CSI). La legislazione moldava tratta nello stesso modo gli investimenti nazionali quanto quelli stranieri, perciò tanto la legislazione quanto il quadro giuridico è lo stesso per gli investimenti di varie origini. Uno dei compiti principali del governo è quello di attrarre investimenti e di creare un clima favorevole alle imprese per tutti gli investitori sia esteri che locali. La legge in generale permette di investire in qualsiasi settore di attività imprenditoriale e sull’intero territorio della Repubblica di Moldova, a condizione che siano rispettati gli interessi di sicurezza nazionale, la legislazione antitrust, le norme nazionali e internazionali ratificate per la protezione dell’ambiente, la salute dei cittadini e l’ordine pubblico. Dal punto di vista economico, dopo l’arresto della crescita nel 2015, il 2017 ha visto un aumento del PIL del 3,8% rispetto al 2016. Una crescita legata soprattutto all’aumento dei consumi delle famiglie, il cui volume è cresciuto del 3,6%. Il tasso di cambio si è mantenuto sostanzialmente stabile mentre l’inflazione è cresciuta dello 0,4% su base annua. Quanto ai rapporti con l’estero, le esportazioni, nel 2017, hanno ammontato a 2425,1 milioni di dollari, il 18% in più del 2016. Le importazioni sono state invece pari a 4831,4 milioni di dollari, il 20% in più del 2016. Le esportazioni destinate ai Paesi dell’UE hanno conosciuto un forte aumento raggiungendo un totale di 1596 milioni di dollari USA, per una percentuale superiore al 65% del totale. Quelle verso i Paesi CSI hanno ammontato a 462,9 milioni di dollari, anche in questo caso registrando un notevole aumento rispetto al 2016. In generale, il 2017 ha registrato un deficit della bilancia commerciale di 2406 milioni di dollari. Con la UE il deficit è stato di 792 milioni di dollari contro i 641 milioni del 2016. Un considerevole aumentato, invece, vi è stato da 525,8 milioni di dollari a 743 per il deficit nei confronti dei Paesi CSI (soprattutto in considerazione della dipendenza energetica da quest’area). Per quanto riguarda l’Italia, anche i dati 2017 hanno quindi confermato il posizionamento del nostro Paese tra i principali partner della Repubblica di Moldova; il secondo per numero di società registrate (1373, pari al 12% delle società straniere e miste) e di capitale investito (1.721 milioni di lei, pari al 12%); il terzo maggiore importatore di prodotti moldavi (con una quota di 236 milioni di dollari, circa il 9,7% del totale); infine il sesto principale esportatore nel Paese, con un volume di 331 milioni di dollari, pari al 7% del mercato.

Il patrimonio della Repubblica 

di Moldova: il Vino

I vini della Moldova grazie alla loro qualità e corposità si attestano tra i primi posti a livello europeo per quantità prodotta, piazzandosi al primo posto per quanto riguarda la produzione nell’est europeo. Sono 4 le principali zone vitivinicole della Moldova, in cui si coltivano vitigni come: feteasca e rara neagra e sono: Balti nel nord, Codru regione centrale, Cahul nel sud e Nistreana, nel sud-est al confine con l’Ucraina. Alcuni vini prodotti in queste regioni sono stati premiati con la medaglia d’oro in diverse esposizioni internazionali. L’alcool in Moldova è frutto di una storia millenaria. Le prime tracce di vigne si possono collocare nel 2800 a.C. Una storia passata poi tra le mani dei mercanti greci e romani, generando la fortuna del Gran Ducato di Stefano III prima di essere lasciata all’abbandono per tre secoli di dominazione Ottomana. Nel 1812 la Moldova diviene russa a seguito del trattato di Bucarest e riscopre l’alcool. Attualmente, questo piccolo paese di 3 milioni e 600mila abitanti, incastrato tra Ucraina e Romania, è il ventiduesimo produttore mondiale di vino. In Moldova vi è l’1,9% della superficie mondiale di vigne e sono prodotti più di 124.000 tonnellate di alcool all’anno, delle quali il 95% è destinato all’export. Secondo quanto riportato dall’Agenzia mondiale del vino il settore vitivinicolo conta per più del 20% del Pil del paese e un terzo delle sue esportazioni. La regione di Balti è considerata la zona meno pregiata poiché il territorio prevalentemente pianeggiante, permette la coltivazione solo di alcuni vini di qualità, tra i quali alcune tipologie di vino bianco le cui vinacce vengono impiegate per la preparazione della grappa moldava, meglio conosciuta come Rachiu. La zona centrale, Codru, è la regione principale per la produzione di vini sia per qualità che per quantità. La caratteristica del territorio formato da vasti avvallamenti collinari, permettono di ottenere vini rossi di altissimo pregio, come quelli delle cantine di Milestii Mici, Cricova e Cojusna, che producono Cabernet Sauvignon, il Merlot e il Pinot Noir. Per quanto riguarda i bianchi degni di menzione sono: l’Aligotè, i Pinot Gris e Blanc, la Feteasca, il Riesling, il Sauvignon, lo Chardonnay ed il Traminer. Nelle zone del sud e del sud est della Moldova si ottiene un Merlot di ottima qualità grazie alle favorevoli condizioni climatiche e data la vicinanza al Mar Nero. In modo specifico nei pressi del confine con l’Ucraina si posiziona la zona Nistreana caratterizzata dalla produzione del Negru, Rosu e Purpuru nelle cantine di Purcari e Tudora. Soprattutto il Negru de Purcari vanta una fama internazionale prestigiosa in quanto è, tra l’altro, un vino ordinato regolarmente dalla corte reale britannica, apprezzato dalla Regina, fin dalla fine del XIX secolo. La sua precisa composizione è tuttora tenuta segreta anche se è certo l’utilizzo di uve provenienti dal vitigno francese Cabernet Sauvignon, il georgiano Saperavi e l’autoctono Rara Neagra. Narra la leggenda che il Principe Stefan cel Mare, dopo ogni battaglia contro l’invasore Ottomano, aveva l’abitudine di bere una coppa di vino ottenuta dalla mescola di Negru, Rosu e Purpuru che secondo il mito generava forza e coraggio. Il Negru de Purcari è un vino moldavo rosso secco di altissima qualità. La prestigiosa tenuta Purcari, distante 129 km dalla capitale Chisinau, produce tale vino, che è invecchiato per 3 anni in botti di rovere, in lotti molto limitati. Attualmente, in Moldova, il prezzo di vendita al dettaglio del Negru de Purcari è di circa 270 MDL (circa 13 Euro). Questo vino ha un colore rubino scuro molto saturo. Possiamo efficacemente affermare che la Moldova ha una grande cultura enologica ed è descritta come il “Paese con le porte aperte nel paradiso del vino”. La storia vinicola del villaggio di Mileştii Mici è decisamente particolare. Le condizioni climatiche favorevoli, il terreno particolarmente adatto alla coltivazione della vite, le gallerie sotterranee scavate anticamente per l’estrazione della pietra e poi riconvertite a cantine, hanno dato vita a un numero impressionante di cantine e a quella più grande del mondo, inaugurata nel 1969 e riconosciuta dal Guinness dei Primati nel 2005 come la più grande per numero di bottiglie. Attualmente la fabbrica del vino “Mileştii Mici” è un’azienda pubblica specializzata nella produzione, nella conservazione e nell’introduzione sul mercato delle bevande alcoliche. Le vie di questa incredibile città sotterranea prendono il nome da alcune qualità di vino qui prodotte, come ad esempio Aligoté, Cabernet e Feteasca. La bottiglia più vecchia risale al 1969, ma scorrendo e visionando le pareti si potranno notare decine di vini imbottigliati negli anni ’70 e ’80. Il vino rosso fa la parte reale, occupando uno spazio del 70%, mentre il bianco ne prende il 20% e quello da dessert il restante 10%. Ogni bottiglia di vino ha una scheda di identità che indica il numero, il nome del vino, l’anno della raccolta dell’uva e l’anno di inizio dell’invecchiamento. Imponente anche la presenza di grandi botti di rovere provenienti dai Carpazi, con capacità che vanno dai 600 ai 2000 decalitri. 

 

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