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Estate 2014

Estate 2014 - ATLANTIS

ATLANTIS ITALIAN AMERCAN MAGAZINE 

SUMMER 2014

 

Élite Vs People?

 

Il numero dedicato all'estate 2014 si apre con un inquitante interrogativo: la genesi e lo sviluppo dell'attuale Europa, così come quelle dell'Italia Unitaria hanno visto e vedono una sostanziale contrapposizione tra le Élite che ne hanno sostenuto la creazione e ne condizionano le Istituzioni e gli interessi e la volontà del popolo? L'editoriale introduce questi ed altri argomenti dedicati al Dossier Europa (impreziosito da un articolo di Luigi Zingales sulla crisi dell'Euro), mentre Robert Palladino ci offre un quadro aggiornato sui rapporti commerciali tra US e UE, l'articolo di Desiree Lucato ci racconta come New York sta vivendo l'inaugurazione della Freedom Tower il primo e più rappresentativo edificio del nuovo World Trade Center. 
L'Estate Italo-americana è però ricca di eventi e non mancano le mostre e le esposizioni da visitare per il turismo culturale.
Da notare - tra i tanti altri articoli - l'inossidabile e sempre interessante intervista ad Arduino Paniccia sui temi di attualità geopolitica.  
Da non perdere, infine, il ricamo giornalistico-letterario di Dino Tonon sui fantasmi dei palazzi veneziani e l'originale articolo di Renato Vecchiato sull'origine del detto vittoriano "Matto come un cappellaio".
Buona lettura e buona estate. 

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La copertina del numero dell'Estate 2014, opera di Lara Monica Costa, è dedicata alla nuova Freedom Tower.

Primavera 2014

Primavera 2014 - ATLANTIS

ATLANTIS ITALIAN AMERICAN MAGAZINE

Spring 2014 ISSUE OUT NOW!

 

Manifesto per una nuova Europa

Dall’Unione europea all’Europa dei Popoli.

 

 

 

Il prossimo maggio 2014 i cittadini italiani, insieme a tutti i loro concittadini europei, si troveranno a dover compiere una scelta che, mai come in precedenza, influenzerà il futuro dell’Europa e la sua stessa esistenza. L’ipotesi che il completamento del processo d’integrazione e unificazione subisca una pericolosa frenata se non un arresto definitivo, è reale e incombente.

La crisi economica di questi anni, ancora non completamente superata, ha scosso profondamente il tessuto economico e sociale di molti paesi in Europa intaccando la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni politiche e monetarie europee soprattutto nei paesi più deboli dell’Unione. 

Facendo leva sulle difficoltà delle famiglie, dei lavoratori, degli imprenditori, dei giovani, dei disoccupati, una corrente di pensiero euroscettico e populista si sta affermando, mettendo a rischio le conquiste e l’intero processo di costruzione della nostra Europa e indebolendone il ruolo a livello geopolitico. Certo, questa Unione europea è completamente da rivedere se non da rifare. Ma è ormai chiaro che senza un’Istituzione europea finalmente democratica e liberale, gli attuali Stati non sono in grado di competere. E’ necessario impegnarsi e fare la nostra parte come europei e come italiani.

La prossima legislatura europea ha un compito fondamentale: realizzare le riforme di cui l’Europa ha bisogno per superare le debolezze della struttura attuale e costruire un nuovo quadro istituzionale, necessario allo sviluppo e al rafforzamento dell’Unione, che abbia una completa legittimazione democratica da parte di tutti i cittadini. Ciò richiede l’unione delle forze di tutti i cittadini europeisti, liberali, riformatori, democratici, federalisti, una guida qualificata e tenace a capo della Commissione e un Parlamento non frammentato.

Tutto questo è possibile soltanto se si riesce a costruire una grande sinergia tra le rappresentanze parlamentari europee e quelle nazionali avendo coscienza che il processo di sviluppo implica che ciascuno operi con efficacia nel proprio ruolo e in una visione comune e coerente. In questo percorso comune l’Italia deve rappresentare un esempio da seguire e riacquistare un ruolo guida propulsivo.  

C’è bisogno di un programma serio e condiviso da portare avanti su due binari paralleli: europeo e nazionale. C’è bisogno di ricostruire un’Europa liberale e democratica.

Nella nuova Europa le libertà fondamentali, la giustizia, i diritti civili, la dignità umana, la libertà personale del cittadino, la solidarietà, valori riconosciuti dalla ‘Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea dovrebbero trovare concreta realizzazione attraverso adeguate riforme in tutti i Paesi. L’Europa liberale e riformista garantisce sicurezza, vero diritto alla privacy e libertà di opinione.

La nuova Europa liberale dovrà favorire lo sviluppo economico attraverso i processi di liberalizzazione del mercato dei beni e dei servizi offerti ai consumatori a costi sempre più competitivi grazie al meccanismo trasparente della concorrenza nel pieno rispetto delle regole. 

La nostra Europa liberale e riformista rafforzerà l’aumento del reddito dei cittadini grazie alla costante crescita economica e occupazionale. La nostra Europa liberale e riformista guarderà al futuro investendo soprattutto nella formazione e nella ricerca, nell’innovazione tecnologica, nella sostenibilità ambientale e nello sviluppo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica.  

La nuova Europa liberale e riformista attuerà politiche che permettono e favoriscono la creazione di posti di lavoro, favorendo l’iniziativa imprenditoriale, abbattendo i costi per le imprese, rendendo più flessibile, dinamico e accessibile il mercato del lavoro. Nella nuova Europa liberale e riformista l’associazionismo e il terzo settore saranno riconosciuti come un pilastro importante di una società evoluta e svolgono un ruolo importante di sussidiarietà nell’ambito dei servizi alla persona anche come strumento di alleggerimento dei costi dello stato sociale.

La nuova Europa liberale attribuirà un ruolo fondamentale alla cultura: paesaggio, ambiente e patrimonio culturale rappresentano un unicum e vanno tutelati in un tutt’uno armonico. 

Nella nuova Europa democratica i cittadini si potranno sentire pienamente rappresentati dalle istituzioni democraticamente elette attraverso un corretto processo decisionale legislativo e regolamentare, e garantiti da un’adeguata legge elettorale per la formazione del Parlamento europeo. La nuova Europa democratica realizza e garantisce una maggiore vicinanza fra le istituzioni e i cittadini anche attraverso la completa trasparenza degli atti dei vari livelli di governo assicurando altresì la responsabilizzazione diretta delle istanze coinvolte a livello personale. Nella nuova Europa democratica lo stato di diritto, l’indipendenza della magistratura e il ruolo dell’informazione, sono rispettati e inviolabili. 

La nuova Europa federale sarà basata su un modello istituzionale che deve operare una distinzione rigorosa tra poteri degli Stati e poteri della federazione, impedendo quindi sovrapposizioni e interferenze. Il livello federale deve avere specifiche funzioni in materie quali la Difesa, la Politica  Estera, l’Energia, il Commercio Estero, la Politica Monetaria, il Lavoro, lo Stato sociale, le Telecomunicazioni, e deve tutelare le identità locali lasciando autonomia sulle altre materie agli Stati federati e alle loro regioni, razionalizzando il funzionamento dei vari livelli di governo territoriale sulla base del criterio di sussidiarietà. 

La nuova Europa federale rappresenta un soggetto politico unitario in grado di riacquistare il ruolo di leadership che le compete storicamente, rilevanza e prestigio a livello internazionale.

La nuova Europa federale si presenterà compatta e con un’unica voce ai tavoli internazionali in cui nessun paese europeo singolarmente ha modo di incidere significativamente. La politica di sicurezza e di difesa garantirà una maggiore efficacia dei servizi resi. 

L’Europa è nata come culla della Civiltà Occidentale e dovrà ritornare a esserlo nel mondo futuro. 

 

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La copertina del numero di Primavera 2014, opera di Lara Monica Costa, è dedicata alle elezioni europee

Dicembre 2013 - Gennaio 2014

Dicembre 2013 - Gennaio 2014 - ATLANTIS

ATLANTIS ITALIAN AMERICAN MAGAZINE

 

Dieci anni di scritti italo americani per la Libertà

Ten Years of italian american viewpoints for Freedom

 

C’era una volta NEWYORKCITYVENEZIA, poi NYCVE poi ancora NYC.IT quindi ATLANTIS. Era il dicembre del 2003, quando uscì il primo numero della rivista che definimmo italian-american magazine, dopo una riflessione con il professor Anthony Juilian Tamburri direttore dell’Istituto John D. Calandra della New York University, proprio nel suo studio newyorkese. Il fine della rivista fu dapprima di confrontare, comparandoli, i modelli di sviluppo e istituzionali dei due Nord Est, quello americano e il nostro italiano. Ma ben presto l’obiettivo si allargò, perché il mondo stava rapidamente mutando. Cambiò quindi il titolo e cambio l’obiettivo. Ora (fotograficamente) un grandangolo. Non ci si fermò più alle singole città di Venezia e New York né ai due Nord Est, si volse lo sguardo all’Europa, all’intero continente americano e al mondo intero. Fu introdotto un inserto finale dal titolo Viewpoint con l’espressa intenzione di affidare ai vari esperti di affari e strategie internazionali l’analisi della politica e dell’economia internazionali. C’era, da parte nostra, la consapevolezza che la cosiddetta globalizzazione comportasse cambiamenti epocali e c’era anche il timore che la classe dirigente italiana ed europea non fosse in grado di governarli. Come avrete letto, i nostri pezzi sono stati tutt’altro che accondiscendenti verso il coro di consensi che ha accompagnato la firma del trattato di Maastricht prima e di Lisbona poi. Il timore, mai dissipato era ed è che questa Unione europea e la sua moneta unica siano nate sotto una cattiva stella. E la crisi economica internazionale che ci ha investiti e non più lasciati dal 2008 ad oggi, è una testimonianza che si sarebbe dovuto fare di più e meglio. La globalizzazione dei mercati con la conseguente crisi dei welfare statali soprattutto europei, senza una diversa policy e senza una risposta all’altezza da parte di alcuni governi, tra i quali, quelli italiani di questi anni, ha messo in discussione un rapporto che dovrebbe essere sacrale – come si è scritto in uno degli editoriali – quello tra democrazia, capitalismo e Stato costituzionale liberale. Dieci anni di prediche inutili? Saremmo in compagnia, anche ad anni di distanza, di un liberale tanto ammirato dagli scriventi come Luigi Einaudi. La lettura di molti articoli – che abbiamo raccolto in un libro che esce in concomitanza con questo numero di Atlantis e si intitola Un altro Atlantico - ne sottolinea  ancora l’attualità. Preveggenza degli autori o nulla è cambiato in questi dieci anni di politica soprattutto italiana? Si è voluto sottotitolare questa raccolta di scritti Dieci anni  di scritti italo americani per la libertà perché non siamo d’accordo con chi dice che l’epoca delle ideologie è finita e ora si dive guardare con atteggiamento pragmatico se non cinico alla politica, all’amministrazione e al governo delle cose. Sono le idee che hanno sempre cambiato il mondo. I principi liberali sono una conquista della civiltà Occidentale. Scordarlo sarebbe pericolosissimo. Una istituzione fondamentale come la Commissione europea riunisce in sé il potere esecutivo, il potere legislativo e il potere giudiziario. E’ forse tramontato il principio della separazione statale dei poteri di Montesquieu? O è questa Europa a non rispettare i più elementari principi liberali a partire dalle proprie istituzioni? Per non parlare del deficit democratico degli altri suoi organi rappresentativi. Ma lo spirito critico si è manifestato ben oltre, richiamando più volte gli amici statunitensi al rispetto del loro atavico amore per la libertà individuale sempre più barattato con la sete di ricchezza del mondo finanziario che ha sede a Wall Street. I diritti civili non hanno prezzo. Sono trascorsi dieci anni. Ma la battaglia per la libertà non è finita.

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La copertina del numero di Dicembre-Gennaio, opera di Lara Monica Costa, celebra i dieci anni di attività della nostra rivista

Ottobre-Novembre 2012

Ottobre-Novembre 2012 - ATLANTIS

ATLANTIS ITALIAN AMERICAN MAGAZINE

 

Il peso degli "Stati Apparati" frena il decollo, chi più chi meno.

 

Mentre negli USA infuria una battaglia parlamentare per la riduzione del Budget di spesa dell'apparato statale, anche a costo di un provvisorio - ma salutare - "shut down", l'Italia non riesce a ridurre il gravame dei costi e dell'inefficienza dello Stato sull'economia e sulla società civile. 

Tra gli altri argomenti principali di questo numero, POLITICA E ATTUALITA: l'editoriale di Carlo Mazzanti "Capitalismo, Democrazia e Libertà"; l'intervista ad Arduino Paniccia, docente di Studi Strategici su "Europa politica declino. Ma gli europei che vogliono?"; "Un'ambasciata con 28 bandiere" di Alessandro Politi, Direttore della NATO Defense College Foundation, Marco Marazzi, Rifare l'Europa e Alessandra Briganti, ricercatrice CIME; "Ma cos'è questa crisi?" di Stefania Schipani; "European Dream" di Carlo Mazzanti; "Libidine iperliberista" di Fabio Scacciavillani;  gli articoli sulle nuove tecnologie civili e militari di Roberto Scottini (iOS7, tutto il bello della semplicità) e di Andrea Mazzanti ("Soldato Futuro", come l'evoluzione tecnologica sta trasformando il modo di combattere dei soldati italiani di oggi e di domani); CULTURA: "Il vincitore è il Sacro GRA" di Ferruccio Gard; "Beni Culturali, la sfida di farcela da solo" di Pierluigi Panza;", "Maria Mazzotti Gillian: Where I Come From" di Anthony Julian Tamburri Professore e Preside del "John D. Calandra" Italian American Institute (CUNY); Arianna Cola propone invece un  articolo sull'artista Judy Harvest (A labour of Love); Save Venice fa il punto sul coinvolgimento del Boston Chapter nelle attività di restauro delle opere e dei monumenti veneziani; sempre a Venezia è dedicato l'articolo sull'iniziativa dell'oreficeria Salvadori che ha premiato i vincitori della ragata di voga alla veneta con due nuovissimi Rolex e con la creazione di un pendente in brillanti per le vincitrici femminili. ALIMENTAZIONE: comincia un giro della penisola in poche tappe che prende il via con la Calabria e il suo "Morseddu". 

Buona lettura e arrivederci a Dicembre, con il numero celebrativo dei nostri primi dieci anni di vita!

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La copertina del numero di Ottobre-Novembre, opera di Laura Monica Costa, illustra le difficoltà italiane nel togliersi dalla palude della crisi rispetto ad un'economia americana, ancora in difficoltà ma già sulla via della ripresa.

Giugno - Luglio 2013

Giugno - Luglio 2013 - ATLANTIS

La nuova crescita americana e la stagnazione italiana

 

Gli USA reagiscono alla crisi e cominciano a vedere i primi frutti. L'economia italiana continua la sua corsa verso il baratro, incenerendo anche le opportunità del suo immenso patrimonio artistico e culturale, sotto il peso soffocante dello Stato Apparato.

La copertina del numero di Giugno - Luglio fotografa la situazione di questo inizio estate 2013. Tra gli altri argomenti principali di questo numero, POLITICA E ATTUALITA: l'editoriale di Carlo Mazzanti "La mano invisibile" e "la mano pesante", Quando l’ingombrante presenza dello Stato e del suo apparato disinnesca l’entusiasmo della libera intrapresa e la miopia tattica sostituisce la lungimiranza strategica; "Non c’è crescita senza cultura", intervista a Giuliano Segre, Professore di Economia e Presidente della Fondazione di Venezia; "USA: i nuovi leoni del graggio", la ripresa economica americana ed occidentale passa anche attraverso la nuova strategia energetica USA; "Quale burro per quali cannoni?", i veri dilemmi della difesa d’Europa, di Alessandro Politi, Analista Strategico e Politico, Direttore NATO Defense College Foundation e di Marco Marazzi, Secretary General, European Federalist Party; "Una breve storia dei missili Nordcoreani", La Corea del Nord ha iniziato il proprio programma missilistico militare ben prima della caduta del Muro di Berlino, di Ennio Savi; "Finanziamento pubblico ai partiti sì o no?", una soluzione innovativa per la democrazia, di Carlo Stagnaro; "Lo stato non siete voi", quando il conflitto d’interessi riguarda milioni di Cittadini, di Andrea Mazzanti; "Europa: ma chi crede di essere?", intervista ad Arduino Paniccia, docente di Studi Strategici ed Economia Internazionale all’Università di Trieste; "Occhio a Google", rivoluzione o flop? Quello che sappiamo e quello che ci possiamo aspettare dai Google Glass, di Roberto Scottini; "La malattia, la cura e la guarigione", Italia fuori dalla procedura per deficit eccessivo ma i pericoli non sono cessati, di Stefania Schipani; CULTURA: "Gli Stati Uniti e la scoperta di Antonio Canova", uno sguardo sulle più importanti opere dell’artista conservate negli U.S.A., di Marco Hubert Campigotto; "Una manager per i Musei veneziani", intervista a Gabriella Belli, Direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia; "Un pittore veneziano in america", Ludovico de Luigi, maestro s-vedutista, di Agostino Buda; "Università e Imprese un connubio vincente", intervista a Mara Manente, Direttrice Ciset; "Peeta e i suoi ipnotici microcosmi" di Arianna Cola; "Parlare italiano", chi dovrebbe o non dovrebbe, all’occorrenza! di Anthony Julian Tamburri, Professor and Dean - John D. Calandra italian American Institute - Queens College, CUNY; "Un diamante veneziano", intervista a Monica Pendini una donna inamorata del suo lavoro; ALIMENTAZIONE: "Estate: falsemagre insalate", da cibo povero a sontuoso piatto unico, di Alvise Gradenigo; "Vino al Vino", intervista a Lucio Gomiero, Winemaker; "Olio all’Olio", intervista a Daniele Salvagno Presidente del Consorzio di Tutela dell’Olio Extravergine di Oliva Veneto dop; "Uomini e donne di vino e territorio", metti un giorno a pranzo da Sabrina Saviolo con Giorgio Salvan. 

Buona lettura.

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In questo numero, la copertina di Veronica Ruffato è dedicata alla nuova crescita americana e alla stagnazione italiana, illustrazione interna di Lara Monica Costa.
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