La National Security Strategy americana 2025 e l’Europa/ The 2025 U.S. National Security Strategy and Europe

12.12.2025

La Strategia di Sicurezza Nazionale USA 2025 presenta una visione fortemente incentrata sulla riaffermazione della sovranità, sulla sicurezza economica e sulla protezione del territorio americano. Sul piano globale, Washington definisce nuovi limiti al proprio ruolo, chiedendo ai partner di assumersi maggiori responsabilità, per concentrare le proprie risorse sul contenimento delle minacce strategiche e sulla competitività tecnologica.

Una parte centrale del documento riguarda l'Europa, considerata al tempo stesso fragile e strategica. Gli Stati Uniti denunciano un declino economico europeo di lungo periodo, accompagnato da crisi identitarie, crollo demografico, politiche migratorie giudicate destabilizzanti e una governance sovranazionale percepita come ostile alla sovranità degli Stati membri. Il rischio evocato è quello di un'Europa che, nel giro di vent'anni, potrebbe perdere la propria coesione culturale e capacità di difesa, indebolendo l'intero fronte occidentale.

Washington considera prioritario riportare la stabilità nel continente europeo e diminuire le tensioni con la Russia. La fine rapida delle ostilità in Ucraina viene vista come condizione necessaria per evitare l'escalation militare, rilanciare le economie europee e consentire all'Europa di ridurre le proprie dipendenze strategiche, in particolare in campo energetico e industriale. Allo stesso tempo, gli USA intendono sostenere alcuni Paesi dell'Europa centrale, orientale e meridionale attraverso la cooperazione economica, la vendita di armamenti e i programmi culturali, favorendo l'ascesa delle forze politiche ritenute più orientate alla tutela dell'identità nazionale.

La strategia chiede inoltre all'Europa di emanciparsi militarmente: gli Stati Uniti non vogliono più "reggere il mondo come Atlante" e spingono per un'alleanza in cui ogni membro garantisca autonomamente la propria difesa, nel quadro del nuovo impegno del 5% del PIL. Bruxelles è invitata a ridurre la dipendenza tecnologica da Paesi avversari e a contrastare pratiche economiche ostili come il dumping industriale e il furto di proprietà intellettuale.

Pur criticando duramente il suo attuale corso politico, la strategia ribadisce che l'Europa resta "vitalmente importante" per gli Stati Uniti: partner commerciale, fonte di innovazione e pilastro culturale dell'Occidente. L'obiettivo americano non è prendere le distanze dal continente, ma aiutarlo a ritrovare forza, identità e capacità di agire come alleato stabile e autosufficiente.

Enrico Ellero

The 2025 U.S. National Security Strategy and Europe


The 2025 U.S. National Security Strategy outlines a vision strongly focused on the reaffirmation of sovereignty, economic security, and the protection of American territory. At the global level, Washington sets new limits on its role, calling on partners to assume greater responsibility so that U.S. resources can be concentrated on containing strategic threats and enhancing technological competitiveness.

A central section of the document concerns Europe, viewed as both fragile and strategic. The United States points to Europe's long-term economic decline, accompanied by identity crises, demographic collapse, migration policies deemed destabilizing, and a supranational governance perceived as hostile to the sovereignty of member states. The risk highlighted is that, within twenty years, Europe could lose its cultural cohesion and defensive capacity, thereby weakening the entire Western front.

Washington considers it a priority to restore stability on the European continent and to reduce tensions with Russia. A rapid end to hostilities in Ukraine is seen as a necessary condition to prevent military escalation, revive European economies, and enable Europe to reduce its strategic dependencies, particularly in the energy and industrial sectors. At the same time, the United States intends to support certain countries in Central, Eastern, and Southern Europe through economic cooperation, arms sales, and cultural programs, encouraging the rise of political forces viewed as more committed to safeguarding national identity.

Enrico Ellero